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La Casa Famiglia

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La Casa Famiglia

 

L’Associazione Moncenisio 4 gestisce a Roma due Case Famiglia le case famiglia:

  1. la Casa Famiglia “Città Giardino”
  2. la Casa Famiglia “Montesacro”

 

Nelle nostre Case trovano accoglienza temporanea bambini e bambine per i quali i servizi sociali ed il Tribunale per i Minorenni hanno ritenuto opportuno un allontanamento dalla famiglia di origine. In ogni casa famiglia operano a sostegno dei minori alcune religiose dell’Istituto delle Suore della Provvidenza che vivono nella struttura, alcuni operatori professionali, un gruppo di volontari con compiti di assistenza continuativa, una o più famiglie impegnate in attività settimanali o periodiche.

Quanti sono coinvolti nell’attività delle case famiglia condividono la vita dei bambini e si impegnano a creare un ambiente ricco di affetto, di cure, di relazioni interpersonali. Un clima sereno e positivo che permetta ad ogni bambino di sentirsi profondamente amato e nel quale sia possibile comprendere meglio i bisogni, le difficoltà e le capacità di ogni minore accolto. Gli operatori, religiose e laici, e i volontari che operano nelle case famiglia possono contare sul sostegno di psicologi ed esperti, con i quali vengono programmati incontri periodici di formazione, di confronto e di verifica.

L’Associazione Moncenisio 4 e quanti sono impegnati all’interno delle due strutture di accoglienza collaborano attivamente con i servizi sociali e il Tribunale per i Minorenni e curano i contatti dei bambini accolti con la famiglia d’origine. In tutto operano con la fiducia che sia possibile rimuovere le ragioni dell’allontanamento e favorire un percorso di sostegno e di rientro.
Qualora il minore abbia bisogno di un prolungato periodo di accompagnamento l’Associazione collabora con gli enti responsabili per favorire la possibilità di un affidamento familiare, affianca la famiglia affidataria nell’incontro con il minore e collabora con i Servizi Sociali nella verifica dell’affinità e della maturazione graduale del rapporto. Sostiene poi l’eventuale coppia affidataria non solo negli incontri iniziali con il bambino ma, attraverso un gruppo di sostegno, anche nel proseguimento dell’esperienza di accoglienza e di cura. Nel caso in cui uno dei bambini accolti venga dichiarato dal Tribunale per i Minorenni in stato di adottabilità, gli operatori accompagnano il suo passaggio nella famiglia adottiva e ne sostengono il futuro percorso.

 

 

Che cosa è una Casa Famiglia è veramente difficile da spiegare.

La Casa Famiglia è un focolare d’amore aperto all’accoglienza.
Dall’occhio esterno di un passante, può sembrare solo un piccolo palazzo dalle mura gialle.
Un silenzioso segreto, quasi nascosto.
Discreto.
Nel cuore d’un bambino che ci ha vissuto, ne rimane un ricordo lucido, vivo. Tanto nell’immagine quanto nel sentire lontano, cicatrizzato nel tempo.
Forse è proprio questa la parola chiave: cicatrice.
L’Associazione Moncenisio 4 cura da più di trent’anni le ferite e, quando si tratta di bambini, il mondo intero dovrebbe urlare e combattere per disinfettarle.
Questo, purtroppo, non avviene.
Eppure ci sono persone che si spendono con coraggio, mettendo a servizio la propria quotidianità, che senza clamore combattono e il cui silenzio operativo è di gran lunga più efficace dell’indifferenza. Dietro a queste persone che si avvalgono di competenza e passione ma soprattutto amore verso i bambini, ci sono storie che s’incrociano con altre storie d’infanzia; le suore, i volontari, gli psicologi e molti altri si sforzano e provano a ricomporle e a farle tornare luminose come un tempo, dopo le ferite, l’abbandono, le noncuranze.
Più di duecento bambini sono stati aiutati. Quasi tutti sono stati salvati.
Dopo dodici anni dall’adozione, mi rimane ancora un vivido lampo chiaro, delle fragranze leggere di quel luogo ancorate alla mia infanzia, dei visi buoni che non mi hanno mai più abbandonata.
Ancora oggi la Casa Famiglia è per me un luogo di condivisione, un appiglio saldo a tutto ciò che sono e sono stata ma ancor di più un segno caldo della mia felicità rimasto inciso in me e un’aspirazione per il futuro.
Non intendo con questo dipingere i margini del bianco e del nero, così come quelli del giusto e dell’ingiusto: non sono fiorite mai rose sulle lacrime.
La Casa Famiglia non è un miracoloso luogo risanatore delle ingiustizie: è ancor di più e provvidenzialmente animato da persone forti che per me si sono battute e si battono ancora oggi per molti altri. Da persone che si affrettano per prendere i bambini all’uscita di scuola in orario, da persone che rimangono sveglie per farli dormire, che cantano delle canzoni per ricordar loro che sono, ancora e dopotutto, dei bambini.
Personalmente, ancora ricordo ogni testo, ogni nota, ogni immagine ad esse associate e le speranze che avevo perduto e i piccoli sogni che ho riconquistato.
Dopo vicissitudini e storie ricolme d’un gusto amaro e tratti disumani, la Casa Famiglia aveva soltanto l’aspetto del luogo dell’abbandono.
Guardando al presente e all’inestimabile aiuto ricevuto, rifletto su come quella limpida casa dei miei ricordi è stato senza dubbio un piccolo spiraglio di fuga dall’infelicità ma al contempo il più grande portone aperto su una vita nuova e su un’infanzia che, sebbene mai più scevra di punte di dolore antico, si sarebbe potuta ricostruire e ricreare, grazie alle colonne solide della famiglia e dell’amore. ….è un luogo di passaggio che lascia il marchio indelebile della speranza, il marchio d’un mondo che può essere ancora ben vigile e pronto a intervenire. Un luogo da cui ricominciare a giocare, costruito da mura d’aiuto e un abbraccio sempre pronto.

Un Luogo verso cui la gratitudine e l’aiuto non potrebbero mai essere abbastanza.

Roma, gennaio 2014.
Linda

La Casa Famiglia “Città Giardino e la Casa Famiglia “Montesacro” fondano il proprio intervento sulla convinzione che la famiglia è il luogo naturale nel quale la vita nasce e si sviluppa. Vogliono essere espressione della Provvidenza e Paternità di Dio e segno di profonda umanità verso i minori che vivono situazioni di disagio familiare. Offrono piena accoglienza ad ogni minore nel rispetto delle origini, della cultura, della religione e della condizione sociale. Quanti operano nelle case famiglia, consapevoli che il delicato compito dell’accoglienza di un minore esige una sinergia di risorse ed un costante confronto, realizzano un’integrazione tra laici e religiosi quale espressione di interesse comune ed impegno civile a favore dei minori accolti. Impegnano tutte le sue risorse per offrire cura e sostegno al minore nella prospettiva del suo rientro in famiglia di origine o del suo inserimento in una famiglia affidataria o adottiva.
Le case famiglia sono strutture di passaggio che attraverso l’accoglienza collaborano alla soluzione più adeguata ai problemi di ogni minore.
Per questo gli educatori si impegnano a stimolare la comunità civile ed i Servizi Pubblici perché l’accoglienza sia temporanea.
Nelle case famiglia si tende a realizzare un clima familiare, dove ogni bambino accolto possa sperimentare di essere compreso, tenuto ed amato. Gli operatori lavorano in unione di intenti, in una seria professionalità, condividono la vita dei minori ed esprimono verso di loro una profonda vicinanza. Il servizio nelle case famiglia e sempre animato dalla fiducia nelle potenzialità del minore ed e attento alla vita che deve ricostruirsi.